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Il Belvedere Resort ai Colli e il Convivium ai Colli si trovano proprio nel cuore dei Colli Euganei, un gruppo di rilievi di origine vulcanica caratterizzati da forme e altezze eterogenee.
Il territorio dei Colli Euganei, con i suoi 3000 anni di storia raccontati attraverso siti archeologici, musei e monumenti, è meta ideale per gli amanti dell’arte e della cultura. Este culla della civiltà Paleoveneta, Arquà Petrarca incantevole borgo medievale e Monselice scenografica città murata, sono tra i centri storici più importanti. Imperdibili sono anche le meravigliose ville venete, come Villa Vescovi a Torreglia e Villa Barbarigo proprio a Galzignano, e i suggestivi monasteri di Praglia e del Rua, dove il tempo sembra si sia fermato per offrire ai visitatori momenti di profonda pace spirituale.
Un fitta rete di sentieri ed itinerari escursionistici consente di esplorare il territorio in maniera sostenibile: a piedi, in bicicletta o a cavallo è possibile scoprire gli angoli più belli dei Colli Euganei immergendosi nella natura e praticando il proprio sport preferito.

Villa Barbarigo
a soli 4 km

Villa Barbarigo-Pizzoni Ardemani si trova in località Valsanzibio proprio a Galzignano Terme.
Il giardino di Valsanzibio, realizzato tra il 1665 e il 1696, è uno straordinario esempio di giardino simbolico interamente leggibile, di un gran giardino d’acque in completa efficienza e oggi si presenta come uno dei più estesi ed integri giardini d’Epoca mondiali, che è valso il primo premio come ‘Il più bel giardino d’Italia‘ nel 2003 ed il terzo più bello in Europa nel 2007.

Villa dei Vescovi
a soli 5 km

L’affascinante Villa dei Vescovi si trova in località Luvigliano, nel comune di Torreglia, ed è una delle più belle ed eleganti ville di epoca rinascimentale di tutto il territorio padovano.
Il concepimento dell’opera fu affidato nel primo ‘500 al nobiluomo Alvise Cornaro dal Vescovo di Padova, che qui individuò la sede per un circolo intellettuale raccolto attorno al valore del paesaggio e al suo ruolo di stimolo verso riflessioni e pensieri elevati, elementi indispensabili per governare bene.
Fu donata al FAI da Maria Teresa Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese, nel 2005.

Anfiteatro del Venda
a soli 5 km

L’anfiteatro del Venda è uno straordinario punto panoramico collocato alle pendici del monte Venda (603 mt), il più elevato dei Colli Euganei. In questo luogo ameno, al margine del bosco che ricopre la sommità del monte e i sottostanti vigneti, è stato allestito nel 2013 un teatro naturale. Il luogo è molto suggestivo, immerso in una rigogliosa vegetazione ad un’altezza di oltre 500 mt slm. e nei giorni particolarmente limpidi è possibile scorgere in direzione nord-est la laguna di Venezia sullo sfondo della vasta pianura veneta. L’anfiteatro del Venda è la location perfetta per spettacoli teatrali e musicali e durante tutta la bella stagione vengono organizzati molti concerti e spettacoli.

Eremo Camaldolese del Monte Rua
a soli 10 km

L’Eremo di Santa Maria Annunziata è situato sulla cima del monte Rua (416 m s.l.m.) presso il comune di Torreglia, al centro dei Colli Euganei. Come riportato da alcuni documenti, la sua fondazione si deve a due eremiti appartenenti alla comunità di S. Mattia di Murano che nel 1339 ottennero il permesso dal vescovo di Padova di costruire la chiesa in memoria della Madonna. Ancor oggi i frati Camaldolesi abitano l’eremo in clausura, ma in particolari periodi dell’anno i monaci accettano di buon grado la visita di parenti e chiunque desideri godere della pace di questo affascinante luogo.

Abbazia di Praglia
a soli 8 km

L’Abbazia di Praglia si trova nel territorio del comune di Teolo, ai piedi del monte Lonzina, ed è senza dubbio il più importante e suggestivo luogo di spiritualità dell’area dei Colli Euganei. Si tratta di un monastero benedettino molto antico, fondato nell’XI secolo. L’Abbazia di Praglia, ancora oggi abitata da monaci benedettini e meta di un costante turismo religioso, ospita al suo interno anche una Biblioteca Monumentale Nazionale, che contiene circa 100.000 volumi. il laboratorio di restauro dei libri e codici antichi è un altro fiore all’occhiello dell’Abbazia.

Casa del Petrarca
a soli 7 km

La Casa del Petrarca rappresenta una delle tappe obbligate per chi vuole visitare i Colli Euganei. Nel 1369 Francesco Petrarca decise di trasferirsi nel paese di Arquà, forse perché il luogo gli ricordava il paesaggio toscano a lui caro e qui trascorse i suoi ultimi anni di vita in totale pace e tranquillità. Attualmente al primo piano della casa è presente un allestimento museale. Al piano terra, invece, è esposta una mostra fotografica che illustra le tappe principali della vita del Petrarca, gli itinerari e i soggiorni trascorsi nel Veneto. Da visitare anche il paese di Arquà Petrarca, uno tra i borghi medievali più belli d’Italia.

Castello del Catajo
a soli 6 km

Il Castello del Catajo è stato costruito tra il 1570 e il 1573, ai piedi del Montenuovo, per volere del condottiero della Repubblica di Venezia Pio Enea I degli Obizzi, appartenente a una famiglia originaria della Borgogna, e su progetto dell’architetto Andrea da Valle. Il Castello comprende ben 350 stanze, alcune delle quali ospitano affreschi di Giambattista Zelotti, pittore veneto del XVI secolo e allievo di Paolo Veronese, in cui si celebrano le vicende dei membri più noti della famiglia. Dalla grande terrazza panoramica il visitatore può ammirare i vasti giardini a sud, allestiti nel ’600.

La città murata di Montagnana
a 30 km

Delle molte città murate del Veneto, Montagnana è quella che conserva meglio la sua cinta muraria medievale. La straordinaria fortificazione si deve all’intervento dei Carraresi che alla metà del Trecento vollero rafforzare le difese contro i vicini Scaligeri di Verona. La nuova cinta, costruita in mattoni e trachite dei Colli Euganei, racchiudeva un’area d circa 24 ettari, era coronata da merli guelfi ed aveva 24 torri perimetrali alte circa 18 metri.

Il Castello di San Pelagio
a soli 10 km

Il Castello di San Pelagio si trova nel comune di Due Carrare. E’ circondato da un bellissimo parco dove le splendide rose inglesi rappresentano il punto di forza, oltre all’affascinante vasca termale risalente al periodo romano, ritrovata in occasione di un lavoro di restauro. All’interno del castello è stato allestito il Museo dell’aria, che conserva numerosissimi cimeli della storia del volo umano, dai progetti di Leonardo da Vinci alla conquista dello spazio negli ultimi decenni. Inoltre è presente la più importante collezione aeronautica d’Europa. La sezione più importante del museo è dedicata a Gabriele D’Annunzio, poichè il castello fu sede della Squadriglia Serenissima comandata dal poeta abruzzese, che proprio da qui partì il 9 agosto 1918 per la sua famosa impresa aerea su Vienna.

Padova
a soli 20 km

Venezia la bella, e Padova sua sorella“, recita un detto popolare. Il paragone con Venezia dovrebbe già far comprendere, a chi non è mai stato in questa città, cosa troverà durante la sua visita. La Cappella degli Scrovegni di Giotto, il più importante ciclo pittorico del mondo, basterebbe già da sola a giustificare una visita a Padova.

Non si può dimenticare la presenza del “Santo” come lo chiamano i padovani: Sant’Antonio la cui presenza secolare in città si ritrova non solo nelle reliquie conservate nella Basilica ma anche nei tanti dolci che portano il suo nome.

Le molte piazze cittadine, in particolare Piazza delle Erbe, della Frutta e dei Signori, tradiscono il piacere dei padovani (o patavini) per la socialità.

I padovani sono fieri della grandezza di Prato della Valle (88620 mq), una piazza che per estensione totale è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Formata da un’isola centrale, completamente verde, intorno c’è una canale di circa 1,5 km di circonferenza, circondato da una doppia fila di statue numerate (78) di personaggi famosi del passato.

Succede raramente di visitare una città e cercare qualcosa da vedere nell’Università locale. Quella di Padova, però, fa eccezione. Dal 1222 nelle aule di Palazzo del Bo (prende il nome da un’antica locanda di un macellaio) sono passati Leon Battista Alberti, Galileo Galilei, Niccolò Copernico e molte altre personalità. Sono due i lasciti principali di 800 anni di cultura: il Teatro Anatomico e la Cattedra di Galileo Galilei. Il Teatro,è uno straordinario teatro in legno di noce che permetteva agli studenti di assistere, dall’alto, alle autopsie sui corpi. Nella Sala dei Quaranta, chiamata così denominata per i quaranta ritratti di studenti stranieri, c’è la cattedra di legno da cui Galileo insegnò matematica e fisica dal 1592 al 1610.